L’America tutta pistole e “How are you doing”

Bandiera AmericanaFeste sfrenate, inseguimenti e sparatorie sono tra le prime cose che vengono in mente pensando all’America. Possiamo considerarlo normale stando ai film che vediamo. L’equivalente, per dire, della considerazione dell’Italia tutta “mafia, spaghetti, pizza e Berlusconi”.

Ci si accorge di alcuni particolari nel cambio di prospettiva da “sono in America” a “vivo in America”. La gente è molto disponibile: appena ti si siedono accanto si presentano e ti chiedono come stai, che a scriverlo sarebbe “how are you doing” e nella pronuncia diventa “aw yu uing”, possibilmente impigrendo il più possibile il movimento delle labbra. Ciò avviene, per dire, puntualmente alla cassa del supermercato, dove i cassieri s’informano su come sia andata la tua giornata e si congedano con un “nice day” augurale.

Per acquistare birra e sigarette serve il documento d’identità, anche se hai la barba come Moscardelli.

Sui mezzi pubblici i ragazzi cedono il posto alle ragazze. Le persone per strada mi sorridono, le ragazze in particolar modo. Non ho ancora ben capito se ciò avviene perchè sono forestiero o perchè sono un figo pazzesco, o ancora perchè indosso una maglietta della Kappa comprata alla GS con 10 euro che loro non hanno mai vista e ti offrono 50 box ($ n.d.a.) per prendertela. Se non avessi dovuto tornare a casa a dorso nudo o con la maglietta sudata di uno sconosciuto lo avrei fatto.

E fin qui il mondo sembra perfetto… Poi arrivano le disillusioni.

Per cominciare gli sprechi allucinanti. In ogni edificio, aula universitaria, perfino nei bagni c’è l’aria condizionata sempre accesa; al supermercato ti danno milioni di buste anche senza una particolare necessità; i secchi per il riciclo sono pochissimi; c’è gente obesa ovunque. L’uso di fonti rinnovabili di energia, per esempio il sole, è un’idea che non gli sfiora minimamente il cervello. L’elettricità la usano pure per asciugare il bucato.

L’università che frequento è uno dei diffusissimi “free smoke build”, ossia luoghi presenti in tutta America dove non si fuma neanche all’aperto.

Però puoi imbatterti in 3 ragazzi in un cantuccio che si scambiano apprezzamenti per le loro pistole. In quasi tutti i pub dove sono stato è concesso fumare dentro, il che è fantastico, ci mancherebbe – alcol e nicotina tra quattro muri è già un ricordo sbiadito in Italia – però potrebbe pure essere una contraddizione un po’ eccessiva.

“Patriottico”: ecco un aggettivo che spesso è associato agli americani. Il che, forse, è vero. Un esempio. Ho assistito a un rodeo e a un certo punto è entrata una cow girl con la bandiera Americana. In quel momento si sono alzati tutti in piedi a salutare la bandiera. L’ho fatto anche io, ovviamente, non vorrei che mi scambiassero per un terrorista.

Sull’inno giù tutti i cappelli e mano sul cuore, intonando insieme. Però in una situazione così il mio sguardo è caduto su alcune persone anziane che stavano lacrimando, mentre lo speaker tipo quelli che seguono una gara di distruzioni macchine, inizia a pregare col resto dello stadio.

Impensabile in Italia. Sicuramente nello stadio vi erano persone di differenti religioni. Ma l’effetto prodotto è tipo se annunciassero la formazione della Roma e lo speaker dicesse “l’ottavo Re di Roma, con il numero 10 Francesco TOOOTTI…e ora vogliamo ringraziare il Signore per la settimana che ci ha donato”. Penso che i fischi che si alzerebbero farebbero tremare tutto lo stadio.

Libertà AmericanaForse è questa la libertà che viene in mente pensando al sogno Americano, forse è questo che la gente intende dire quando afferma: “che fortuna, stai andando in America, ti invidio”. Già, può darsi che una bella libertà sia anche andarsene in giro come quelli nella foto affianco senza essere  guardato di traverso.

 

Luca Retattino

1 pensiero su “L’America tutta pistole e “How are you doing”

  1. io amo la America per motivo
    e mi piace la bandiera e in oltre mi piace acquistare
    se potete fami avere questo e mio indirizzo
    Randazzo Francesco
    Via passo buole 82/1
    Reggio Emilia
    tel. 0522325102

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